Tante Storie

Le pietre del Tempo

Agosto 4, 2007 · Lascia un Commento

La curiosità di leggere questo libro mi è venuta perché in biblioteca non si fa in tempo a prestarlo: appena rientra c’è sempre qualche ragazzino che lo chiede perché gliene hanno parlato gli amici.
Nel 997 d.C. Michel, un giovane monaco cluniacense, fugge dal suo monastero in fiamme portando con se’ un prezioso manoscritto su cui è scritta la profezia di Bernardo di Turingia: o saranno riunite le tre pietre del tempo o il mondo finirà nell’anno 1000. Michel si mette subito alla loro ricerca, accompagnato dal menestrello Mattius e, in seguito, da Lucia, esperta di arti magiche. La ricerca li porta a viaggiare per mezza Europa: Francia, Germania, Spagna e Inghilterra. Affrontano inseguimenti, guerre, imboscate, assassini e tradimenti e solo quando sembra ormai troppo tardi riescono nel loro scopo: richiamare lo Spirito del Tempo per chiedergli ancora un altro millennio di vita per il mondo. Lo Spirito del Tempo però in cambio chiede un grosso sacrificio: una vita in cambio di tutte quelle future.
Il viaggio di ricerca delle pietre permette di raccontare brevi scorci di vita e storia medioevale. Ho apprezzato le notizie sui menestrelli, i poemi medioevali e la loro diffusione: sono sintetiche e precise e vengono date senza intralciare la narrazione e senza sdottorare.
Ricorre, nell’autrice, il tema della visione simultanea degli avventimenti tramite oggetti magici: qui le pietre del Tempo, ne “La leggenda del Re Errante” il tappeto.
Le delicate e dolci illustrazioni di Silvia Fusetti mi sono piaciute molto, come sempre. E’ molto gradevole la presentazione grafica delle pagine, con una cornice che richiama i libri miniati.
Il racconto all’inizio procende un po’ stentato, quasi a rilento, ma accelera verso la fine. E, in effetti, è stato proprio il finale che mi ha fatto apprezzare il libro. L’idea che un ragazzino scelga di sacrificarsi per salvare l’umanità e darle un altro millennio di speranza è commovente. Non che io apprezzi o mi esalti a questo genere di sacrifici: sono per l’impegno collettivo, non per gli eroi solitari. Ma la cosa che mi ha colpito è che, nel romanzo, il sacrifico si compie perché tra la visione di guerre, fame e atrocità future, il protagonista riesce a scovare così tanti elementi di speranza da fare in modo che il suo gesto valga la pena. Io non direi a un ragazzino “sacrificati per il bene del mondo” – al massimo gli direi impegnati per il bene del mondo – ma di sicuro cercherei di vedere con lui quanta speranza può esserci anche in mezzo ai fatti più terribili. In questo senso capisco come questo romanzo sia ancora un piccolo successo del passaparola, almeno nella mia biblioteca.

Qui il sito ufficiale di Laura Gallego Garcia.

Categorie: Libri · Romanzi
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