Tante Storie

La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick

Giugno 12, 2008 · Lascia un Commento

Di questo romanzo, che ha recentemente vinto il premio Andersen, si legge, a partire dalla copertina, che è “tra romanzo, cinema e graphic novel, il primo libro in cui le parole illustrano le immagini”.
E’ un libro che fin dalla sua uscita mi aveva incuriosito molto già ad uno sguardo esterno, un po’ per il formato, un po’ per la copertina, un po’ per il colore nero del bordo delle pagine. Una volta aperto e sfogliato mi sono incantata a guardare le figure e ho deciso che valeva la pena di leggerlo. E in effetti è una lettura da fare.

Dico subito un a cosa impopolare, così mi tolgo il dente: non credo che la trama mi rimarrà molto impressa, tanto da ricordarla bene tra qualche mese. E’ appassionante e divertente, ci sono misteri, inseguimenti, alleanze, difficoltà per il protagonista… però manca qualcosa. Un qualcosa che, con un mio amico, ho individuato nel groove. Non saprei con che altra parola rendere il senso di quello che vorrei dire.
E’ come se l’autore, preso dal virtuosismo tecnico dell’unire organicamente immagini e parole, preso dalla mole di documentazione necessaria, abbia messo in secondo piano la storia.

Detto ciò, passo a dire quello che mi ha affascinato e mi ha fatto sfogliare questo libro avanti e indietro. Le illustrazioni a matita rapiscono e concentrano su di loro l’attenzione. L’espressione dei visi e delle emozioni è intensa e coinvolgente. Le sequenze di disegni, negli inseguimenti e nei passaggi dinamici in generale, fanno sfogliare velocemente e con gusto le pagine per sapere cosa succederà, e poi tornare indietro per godersi i dettagli.

C’è da dire che la scelta delle scene da disegnare è perfetta e, come ho già accennato, perfettamente integrata con la storia. Tutto funziona come gli ingranaggi che ama riparare e costruire Hugo, il ragazzo protagonista.
Le immagini si susseguono in modo veramente cinematografico. E le citazioni di film, beh… sono esaurientemente spiegate a fine volume.

La storia si svolge nel 1931 e racconta le vicende dell’orfano Hugo Cabret, che vuole terminare l’opera incompiuta del padre orologiaio: riparare un’automa in grado di scrivere una frase misteriosa. Hugo, rimasto solo dopo la sparizione dello zio, per riuscire nel suo intento, inizia a rubare degli ingranaggi a un vecchio giocattolaio, Georges Méliès, che lo scopre e gli ruba il taccuino di disegni dell’automa. Durante i tentativi di recupero, Hugo conosce Isabelle, la figlioccia del giocattolaio, che gli spalanca le porte dell’amore per il cinema e l’aiuta a trovare la chiave per far muovere l’automa. Ma la frase che Hugo si aspetta che questo scriva è in realtà un disegno, grazie al quale molti misteri verranno svelati.

Brian Selznick, La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, Milano, Mondandori, 2007, 542 p., 18 €

Categorie: Albi illustrati · Fumetti · Libri · Romanzi
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