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	<title>Tante Storie</title>
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	<description>Di libri, storie e animazioni</description>
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		<title>Tante Storie</title>
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		<title>La magica estate delle sorelle Penderwik</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 09:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una riedizione di &#8220;Piccole donne&#8221; contemporanee, con protagoniste molto più giovani del romanzo della Alcott. Quattro sorelle che vivono sole con il padre (non con la madre stavolta) conoscono un giovane vicino di casa molto ricco e molto solo che vive con una madre musona e antipatica (non il nonno). Le sorelle e il ragazzo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tantestorie.wordpress.com&blog=3192194&post=94&subd=tantestorie&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Una riedizione di &#8220;Piccole donne&#8221; contemporanee, con protagoniste molto più giovani del romanzo della Alcott. Quattro sorelle che vivono sole con il padre (non con la madre stavolta) conoscono un giovane vicino di casa molto ricco e molto solo che vive con una madre musona e antipatica (non il nonno). Le sorelle e il ragazzo trascorrono insieme un&#8217;estate avventurosa e diventano grandi amici. Le quattro hanno i caratteri del tutto simili a quelli delle sorelle March, anche nello stesso ordine: la prima materna, la seconda maschiaccio, la terza artista, la quarta in questo caso ha solo quattro anni ma già ha intenzione di sposare il nuovo amico.<br />
Il libro è carino, ma non ha la magia dell&#8217;originale, anche se, grazie alla scarsità di descrizioni e avendo dei dialoghi serrati e ritmati, è più accessibile al lettore contemporaneo.<br />
Però personalmente, piuttosto che perdere tempo a leggere una copia di Piccole donne, rileggo più piacevolmente l&#8217;originale.</p>
<p>Migliorano la lettura le sempre belle illustrazioni di Grazia Nidasio.</p>
<p>Jeanne Birdsall, <em>La magica estate delle sorelle Penderwik</em>, Casale Monferrato, Piemme Junior, Il Battello a vapore serie arancio, 2007, 323 p.</p>
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		<title>La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 19:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di questo romanzo, che ha recentemente vinto il premio Andersen, si legge, a partire dalla copertina, che è &#8220;tra romanzo, cinema e graphic novel, il primo libro in cui le parole illustrano le immagini&#8221;.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Di questo romanzo, che ha recentemente vinto il <a href="http://www.andersen.it/premio_andersen_2008/pdf/cs_superpremio_andersen.pdf">premio Andersen</a>, si legge, a partire dalla copertina, che è &#8220;tra romanzo, cinema e graphic novel, il primo libro in cui le parole illustrano le immagini&#8221;.<br />
E&#8217; un libro che fin dalla sua uscita mi aveva incuriosito molto già ad uno sguardo esterno, un po&#8217; per il formato, un po&#8217; per la copertina, un po&#8217; per il colore nero del bordo delle pagine. Una volta aperto e sfogliato mi sono incantata a guardare le figure e ho deciso che valeva la pena di leggerlo. E in effetti è una lettura da fare.</p>
<p><span id="more-82"></span></p>
<p>Dico subito un a cosa impopolare, così mi tolgo il dente: non credo che la trama mi rimarrà molto impressa, tanto da ricordarla bene tra qualche mese. E&#8217; appassionante e divertente, ci sono misteri, inseguimenti, alleanze, difficoltà per il protagonista&#8230; però manca qualcosa. Un qualcosa che, con un mio amico, ho individuato nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Groove">groove</a>. Non saprei con che altra parola rendere il senso di quello che vorrei dire.<br />
E&#8217; come se l&#8217;autore, preso dal virtuosismo tecnico dell&#8217;unire organicamente immagini e parole, preso dalla mole di documentazione necessaria, abbia messo in secondo piano la storia.</p>
<p>Detto ciò, passo a dire quello che mi ha affascinato e mi ha fatto sfogliare questo libro avanti e indietro. Le illustrazioni a matita rapiscono e concentrano su di loro l&#8217;attenzione. L&#8217;espressione dei visi e delle emozioni è intensa e coinvolgente. Le sequenze di disegni, negli inseguimenti e nei passaggi dinamici in generale, fanno sfogliare velocemente e con gusto le pagine per sapere cosa succederà, e poi tornare indietro per godersi i dettagli.</p>
<p>C&#8217;è da dire che la scelta delle scene da disegnare è perfetta e, come ho già accennato, perfettamente integrata con la storia. Tutto funziona come gli ingranaggi che ama riparare e costruire Hugo, il ragazzo protagonista.<br />
Le immagini si susseguono in modo veramente cinematografico. E le citazioni di film, beh&#8230; sono esaurientemente spiegate a fine volume.</p>
<p>La storia si svolge nel 1931 e racconta le vicende dell&#8217;orfano Hugo Cabret, che vuole terminare l&#8217;opera incompiuta del padre orologiaio: riparare un&#8217;automa in grado di scrivere una frase misteriosa. Hugo, rimasto solo dopo la sparizione dello zio, per riuscire nel suo intento, inizia a rubare degli ingranaggi a un vecchio giocattolaio, Georges Méliès, che lo scopre e gli ruba il taccuino di disegni dell&#8217;automa. Durante i tentativi di recupero, Hugo conosce Isabelle, la figlioccia del giocattolaio, che gli spalanca le porte dell&#8217;amore per il cinema e l&#8217;aiuta a trovare la chiave per far muovere l&#8217;automa. Ma la frase che Hugo si aspetta che questo scriva è in realtà un disegno, grazie al quale molti misteri verranno svelati.</p>
<p>Brian Selznick, <em>La straordinaria invenzione di Hugo Cabret</em>, Milano, Mondandori, 2007, 542 p., 18 €</p>
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		<title>NativiAmericani.it</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 17:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci tenevo a segnalare questo blog, http://www.nativiamericani.it, interamente dedicato ai Nativi Americani oggi. Si parla della loro vita, di nuove battaglie, iniziative e problemi aperti. Raccoglie molti link con cui ampliare la ricerca e soddisfare la curiosità.
Ogni notizia è ben documentata e viene sempre riportato il link della fonte, a garanzia di serietà.
Le notizie sono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tantestorie.wordpress.com&blog=3192194&post=81&subd=tantestorie&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ci tenevo a segnalare questo blog, <a title="NativiAmericani. it" href="http://www.nativiamericani.it/" target="_blank">http://www.nativiamericani.it</a>, interamente dedicato ai Nativi Americani oggi. Si parla della loro vita, di nuove battaglie, iniziative e problemi aperti. Raccoglie molti link con cui ampliare la ricerca e soddisfare la curiosità.<br />
Ogni notizia è ben documentata e viene sempre riportato il link della fonte, a garanzia di serietà.<br />
Le notizie sono tantissime. Io ci sto navigando da diversi giorni e mi ci perdo ancora non riuscendo a decidere cosa leggere prima. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Insomma, è un blog, ma svolge perfettamente la funzione di portale. Consigliatissimo!</p>
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		<title>Seppellite il mio cuore a Wounded Knee di Dee Brown</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 19:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; strano come da una passione letteraria da passatempo e cazzeggio come Twilight, sia arrivata a leggere una delle storie che mi ha più devastato ed emozionato e catturato in profondità. E&#8217; la storia della &#8220;soluzione finale&#8221; degli U.S.A. nei confronti dei popoli Nativi americani.
Certo, qualcosa sapevo anche prima: del far west e degli assalti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tantestorie.wordpress.com&blog=3192194&post=80&subd=tantestorie&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>E&#8217; strano come da una passione letteraria da passatempo e cazzeggio come Twilight, sia arrivata a leggere una delle storie che mi ha più devastato ed emozionato e catturato in profondità. E&#8217; la storia della &#8220;soluzione finale&#8221; degli U.S.A. nei confronti dei popoli Nativi americani.</p>
<p>Certo, qualcosa sapevo anche prima: del far west e degli assalti alla diligenza, degli sciamani, dei bisontie dei tepee. Sapevo anche delle guerre, delle malattie e delle riserve. Ma tutto rimaneva sullo sfondo di romanzi, fumetti, film.</p>
<p>Leggendo questo libro un&#8217;altra consapevolezza mi si è imposta.<br />
<span id="more-80"></span></p>
<p>Benché a volte questo libro possa assomigliare a un avvincente romanzo d&#8217;avventura , con guerre, inseguimenti, appostamenti e tranelli, la sensibilità e l&#8217;abilità dell&#8217;autore riportano tutto sul piano della più drammatica realtà facendo stringere lo stomaco dall&#8217;orrore.<br />
Promesse intenzionalmente infrante, patti violati, terre rubate, popolazioni spostate con la forza dai loro territori verso luoghi inaccoglienti e scartati dai coloni bianchi finché oro non venga scoperto.</p>
<p>E come se non bastasse ci sono stati i massacri. L&#8217;esercito che assaliva d&#8217;inverno, all&#8217;alba, mentre tutti dormivano, massacrando e mutilando anche &#8211; e direi soprattutto, quando gli uomini venivano allontanati con l&#8217;inganno come a Sand Creek &#8211; donne e bambini. Persecuzioni assolutamente sproporzionate alle &#8220;provocazioni&#8221; che le avevano innescate. Credo sia impossibile non provare rabbia, indignazione e commozione per i torti subiti e i dolori sopportati con coraggio e onore.</p>
<p>E le parole &#8220;coraggio&#8221; e &#8220;onore&#8221; vengono in mente spesso durante la lettura, anche se raramente vengono scritte, come se fossero ovvie. Ma ovvie non sono, specie oggi, in un epoca in cui sembrano passate di moda. Perché davvero si vede che c&#8217;è qualcosa per cui vale la pena morire e combattere e rischiare.: la terra, la famiglia, la propria gente. E l&#8217;onore di cui si parla non sarà l&#8217;onore manzoniano, che faceva tirare fuori le spade per questioni di precedenza; ma che cos&#8217;è il tener fede alla parola data, il preferire la morte alla cattività se non &#8220;onore&#8221;?</p>
<p>E&#8217; abbastanza straniante scoprire come la teoria del Destino Manifesto, usata per giustificare la certezza e giustiza della vittoria dell&#8217;uomo bianco, assomigli molto a quella della Guerra Preventiva. Sono (forse) cambiati i metodi, ma non i ragionamenti di fondo, pare.</p>
<p>Un libro straziante, esaltante e commovente allo stesso tempo. Un libro che mi ha fatto vergognare di essere bianca e di avere così tanti parenti emigrati in America.</p>
<p>Scriverei per ore, come per ore ho fatto riassunti a chiunque ha avuto la pazienza di starmi a sentire.<br />
Vorrei chiudere però con una citazione presa da un discorso di Capo Giuseppe (p. 342).</p>
<p><em>Lasciatemi essere un uomo libero &#8211; libero di viaggiare, libero di fermarmi, libero di lavorare, libero di commerciare dove mi pare, libero di scegliermi i miei maestri, libero di seguire la religione dei miei padri, libero di pensare e di parlare e di agire da solo &#8211; e io rispetterò ogni legge, o accetterò la punizione.</em></p>
<p>Dee Brown, <em>Seppellite il mio cuore a Wounded Knee</em>, Milano, Mondadori, 1977, 477 p.</p>
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		<title>Un soldo per le tue paure di Giordano Aterini</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 19:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sam Hayes è l&#8217;unico a Menteith a non avere un&#8217;ossessione. Tutti ce l&#8217;hanno: persino gli oggetti. I libri cambiano in continuazione perché sono ossessionati dalla paura di annoiare, le tartarughe corrono per paura di essere considerate lente. Per tutti gli abitanti di Menteith l&#8217;ossessione arriva tra i sei e i dieci anni, nel giorno del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tantestorie.wordpress.com&blog=3192194&post=79&subd=tantestorie&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Sam Hayes è l&#8217;unico a Menteith a non avere un&#8217;ossessione. Tutti ce l&#8217;hanno: persino gli oggetti. I libri cambiano in continuazione perché sono ossessionati dalla paura di annoiare, le tartarughe corrono per paura di essere considerate lente. Per tutti gli abitanti di Menteith l&#8217;ossessione arriva tra i sei e i dieci anni, nel giorno del compleanno. L&#8217;ossessione cambia la vita e costringe ad adattarsi ad essa: chi ha paura del buio gira sempre con delle candele, chi è ossessionato dalle decisioni non riesce a scegliere, chi dagli odori di cucina tiene sempre le finestre aperte e così via. Solo Sam arriva ai tredici anni senza aver avuto un&#8217;ossessione a cambiargli la vita, facendolo sentire la persona sbagliata nel posto sbagliato. <span id="more-79"></span><br />
Durante la festa per l&#8217;incoronazione del padre Sam viene sfidato dal Diavolo che lo informa che, al di là di Menteith, c&#8217;è un luogo dove si può vivere senza un&#8217;ossessione: la Terra.</p>
<p>Sam decide così di lasciare Menteith per la Terra. I suoi amici Oliver (con la paura del buio), Sally (con l&#8217;ossessione del non sapere dove si trova) ed Eddie (ossessione del dove essere sempre gentile), partono con lui per il misterioso viaggi, aiutando Sam con la loro presenza e con le loro ossessioni.<br />
L&#8217;idea di base è senza dubbio buona. Il fatto che ogni oggetto abbia l&#8217;ossessione di non compiere al meglio ciò per cui è stato creato è uno spunto interessante. Ancora più interessante è il tema delle ossessioni umane, del come cambiano la vita e la rendono più regolata. Il fatto che il protagonista cerchi un&#8217;ossessione, mentr di solito noi le evitiamo, dà quel ribaltamento di prospettiva che serve in una buona storia. Decisamente una buona idea su cui costruire il romanzo.</p>
<p>Peccato che venga sprecata dalla prolissità di stile. L&#8217;autore ci ripete almento quattro volte la stessa cosa; i pensieri si intorcinano, si perdono, si intricano come quelli del protagonista; peccato che il libro non sia scritto in prima persona. Interessantissime riflessioni si perdono tra altre mille più o meno pertinenti al momento della vicenda.<br />
Cerco di spiegarmi meglio. Siamo nel mezzo di un&#8217;azione pericolosa, i protagonisti rischiano&#8230; e tutto viene interrotto qua e là  dalle riflessioni sulla vita (l&#8217;Universo e tutto quanto). In questo modo l&#8217;avventura della storia va a farsi benedire e si diluisce in cosiderazioni che, dopo 200 pagine in cui ancora la storia non è decollata, finiscono per sembrare pippe mentali.</p>
<p>Preferisco i libri in cui le eventuali rifelssioni esistenziali non interrompono la storia, ma ne sono parte integrante. Meglio ancora se emergono dalla storia stessa, lasciando la libertà al lettore se godersi la vicenda o le speculazioni filosofiche, o entrambi.<br />
In questo libro un livello inquina e confonde l&#8217;altro, con i risultato che per me è stato davvero difficile arrivare in fondo.</p>
<p>Giordano Aterini, <em>Un soldo per le tue paure</em>, Milano, Rizzoli, Varia narrativa italiana, 2008, 427 p., 16 €</p>
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		<title>Nero di luna di Marco Vichi</title>
		<link>http://tantestorie.wordpress.com/2008/05/22/nero-di-luna-di-marco-vichi/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 17:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi avevano conisigliato questo libro come un noir d&#8217;atmosfera, in cui, leggendo una storia da togliere il fiato, si poteva respirare, col fiato rimasto, le atmosfere del Chianti, gli odori della terra, i modi delle persone.
Ora, io non ho ancora avuto il piacere di fare una gita nelle colline del Chianti; non ho nemmeno indagato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tantestorie.wordpress.com&blog=3192194&post=78&subd=tantestorie&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Mi avevano conisigliato questo libro come un noir d&#8217;atmosfera, in cui, leggendo una storia da togliere il fiato, si poteva respirare, col fiato rimasto, le atmosfere del Chianti, gli odori della terra, i modi delle persone.</p>
<p>Ora, io non ho ancora avuto il piacere di fare una gita nelle colline del Chianti; non ho nemmeno indagato se chi mi ha consigliato questo libro ha mai provato l&#8217;esperienza, è una persona molto giovane. In ogni caso, se gli abitanti delle mie colline fossero stati descritti in questo modo, io mi sarei sentita discretamente presa in giro. Così come mi sono sentita presa in giro dal libro; ma andiamo avanti. <span id="more-78"></span></p>
<p>La storia narra di uno scrittore che, dopo la morte di un amico, si ritira nella casa in collina che l&#8217;amico aveva affittato per qualche mese. E già, quando circa a pagina 50 s&#8217;odono voci che forse sono di fantasmi, uno si aspetta: l&#8217;amico tornerà in forma di ectoplasma a spaventarci! O se proprio va male ci renderà edotti di morale ultraterrena.<br />
No, l&#8217;amico non torna e io mi chiedo che cosa ce l&#8217;abbia presentato a fare.</p>
<p>Insomma, il nostro scrittore cerca di inserirsi nella vita sociale paesana, che è fatta:<br />
- di donnine non ben identificate che fanno la spesa per ore nell&#8217;alimentari locale;<br />
- della propretaria del suddetto alimentari che forse doveva dare l&#8217;impressione di donna saggia che tutto sa e tutto tace, ma pare solo una donna che affetta degli affettati;<br />
- del rivenditore di legna che parla per arcani proverbi incompiuti e che sembra l&#8217;unico che prende in giro sapendo di prendere in giro;<br />
- dell&#8217;anima tormentata e troppo fortemente richusa nella grettezza del luogo in cui abita;<br />
- dai Carabinieri;<br />
- da una dottoressa che va e viene, moderatamente in calore, e che narrativamente serve solo a mettere nel romanzo qualche dialogo di sintesi della situazione e a fornire al protagonista qualche dolorosa erezione. Cosa di cui di cui il lettore viene puntualmente informato, anche se in questo caso la disinformazione sarebbe virtù.<br />
Tra l&#8217;altro, il nostro scrittore protagonista se ne era andato in campagna sperando in una contadinella da coprire in una vigna, e invece trova la dottoressa. Non ho capito se ritiene di aver guadaganto o perduto nel cambio.</p>
<p>Lo scrittore passa il suo tempo a farsi gli affari degli altri, rimanendo intrigato dalle voci di fantasmi già ricordate, da un ladro di polli che forse è un licantropo e forse no, da un vecchio e orribile delitto misterioso. Il nostro eroe indaga, si caccia nei guai, si fa odiare e rimorchia la dottoressa.<br />
Tutte le sue supposizioni e le sue pippe mentali per le stranezze incontrate si risolvono quasi in niente. Tenta una timida denuncia sociale sulla corruzione dei politici e sullo sfruttamento dei minorati mentali, ma poi glissa su altre cose. L&#8217;unico vero delitto viene raccontato con dovizia di particolari, ma con uno stile greve e pesante. La scena è ovviamente piena d&#8217;orrore e di dettagli macabri e mi è risultato disgustoso e basta. Non mi ha spaventata, non mi ha turbata; una scena splatter in cui non sapevo se saltare le pagine o mettermi a ridere.</p>
<p>Insomma, io non ho capito cosa voleva dire, ammesso che dire qualcosa fosse lo scopo del libro.<br />
Voleva dirmi che anche nei minuscoli centri di collina ci sono manifestazioni oscure dell&#8217;animo umano? Edificante, ma non mi cambia la vita.<br />
Voleva dirmi che i minuscoli centri di collina sono pieni di malati di mente, criminali, sfigati, insoddisfatti o, alla meglio, donnine insipide e contadini pratici? Interessante, ma non mi hai convinto. </p>
<p>O forse non voleva dire niente di particolare, voleva solo raccontare una storia appassionante&#8230; Sarebbe bello, peccato che le storie raccontate manchino di mordente e si perdano nei rigagnoli delle paturnie della voce narrante. I personaggi sono bidimensionali, e non danno nessuno spessore alle trame su cui indaga in protagonista. Sembrano più che altro bamboline di carta con cui giocare senza troppo impegno. C&#8217;è la donna in carriera, la giovane pazza che sa la verità, il contadino che contratta una bottiglia d&#8217;olio, e così via. Se l&#8217;intanzione era fare un gioco di bambole, ho visto giocare meglio.<br />
I dialoghi sono spesso inconsistenti, per non dire riempi-pagina. </p>
<p>Insomma, se l&#8217;ho finito è stato per vedere fino a che punto si poteva arrivare. L&#8217;unica nota positiva è che l&#8217;avevo preso in biblioteca!</p>
<p>Marco Vichi, <em>Nero di luna</em>, Guanda, I narratori della Fenice, 248 p., 15 €</p>
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		<title>Fuori dal guscio di Jerry Spinelli</title>
		<link>http://tantestorie.wordpress.com/2008/05/21/fuori-dal-guscio-di-jerry-spinelli/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 16:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa avevano quei due? La ragazza di tredici anni e il ragazzino di nove. Cosa li teneva insieme? [...] Erano entrambi permalosi, pronti a strillare per un niente. Continuavano a punzecchiarsi&#8230; ma contemporaneamente lui magari le stava facendo le trecce, oppure lei gli stava preparando da mangiare. Metà delle volte se ne andavano da lì [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tantestorie.wordpress.com&blog=3192194&post=77&subd=tantestorie&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Cosa avevano quei due? La ragazza di tredici anni e il ragazzino di nove. Cosa li teneva insieme? [...] Erano entrambi permalosi, pronti a strillare per un niente. Continuavano a punzecchiarsi&#8230; ma contemporaneamente lui magari le stava facendo le trecce, oppure lei gli stava preparando da mangiare. Metà delle volte se ne andavano da lì ringhiandosi addosso, ma il giorno dopo tornavano a bussare alla sua porta, insieme. </em><span id="more-77"></span></p>
<p>La vivace e combattuta amicizia tra David e Primrose inizia come la più classica unione di solitudini che non sanno dove altro sbattere la testa. David si è da poco trasferito nel paese della nonna, a vivere con lei perché la madre è morta da poco a causa di uno stupido incidente; con i paadre ha pochissimi rapporti perché è via tutta la settimana per lavoro. Primrose non ha il padre e la madre è talmente fuori di testa che per la ragazza è come se non ci fosse.<br />
David è chiuso, arrabbiato, ligio a tutte le regole eccetto quelle che gli detta sua nonna, perché è convinto che facendo così sua madre tornerà da lui. Primrose è volitiva, intraprendente, autonoma e anche lei arrabbiatissima con la madre che non si comporta come tale e non le ha mai raccontato delle storie.<br />
I due litigano, si cercano, si lasciano, si fanno del male e si ritrovano ancora; entrambi a conoscenza dei reciproci segreti, possono ferirsi tanto quanto possono guarirsi. Solo lo svelamento dei segreti e il condiviso appagamento del loro più profondo desiderio permetterà finalmente un&#8217;amicizia più profonda e rispettosa.</p>
<p>Il romanzo è molto basato sulla situazione, più che sull&#8217;azione. In realtà non accade un granché: quello che fanno o non fanno i due ragazzi protagonisti (uscite notturne, cacce ai lombrichi, furiose litigate ecc&#8230;) viene visto alternativamente dalla posizone di Primrose, di David, della nonna e del loro amico John Frigo, in modo tale da avere un quadro completo dei rapporti tra i due e con i pochi adulti di riferimento.<br />
Il guscio da rompere è quello della solitudine, della rabbia e del lutto. Il lutto di David è per la morte effettiva della madre e la lontananza dal padre, ma è anche quello di Primrose, per l&#8217;assenza del padre e l&#8217;apparente disinteresse della madre. E&#8217; un libro sull&#8217;elaborazone del lutto, oltre che sull&#8217;amicizia, che, nonostante alcune lentezze di narrazione, arriva a una conclusione che a me è piaciuta molto.</p>
<p><em>Udiva ancora la voce di sua madre (&#8220;Davey&#8221;) alzarsi come polvere di sospiro da angoli invisibili della casa, ma non era più la sola voce che sentiva. Le sue orecchie erano piene anche della voce di altre persone: suo padre e Primrose e John Frigo e la nonna. Naturalmente le loro parole non sarebbero riuscite nemmeno in mille anni a riempire il buco lasciato da mamma, ma potevano costruirci attorno una staccionata d&#8217;amore in modo che lui non continuasse a caderci dentro.</em></p>
<p>Alla fine il guscio si rompe e amalgama in un solido impasto ciò per cui vale la pena di non cadere nel buco del dolore. David finalmente prende coscienza che la madre non tornerà, per quante regole potrà rispettare, che il dolore della sua perdita resterà sempre lì, ma che ha trovato una rete d&#8217;amore con cui sostenersi.</p>
<p>Anche se devo ammettere che non mi ha appassionato così tanto da tenermi attaccata alle pagine, l&#8217;ho trovato un libro onesto e inteso, da consigliare agli appassionati di storie di sentimenti e relazioni.</p>
<p>Jerry Spinelli, Fuori dal guscio, Milano, Mondadori, Junior Bestsellers, 2007, 176 p., 12 €</p>
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		<title>Il bambino con la pistola di Matt Whyman</title>
		<link>http://tantestorie.wordpress.com/2008/05/03/il-bambino-con-la-pistola-di-matt-whyman/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 20:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[citazoni]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non c&#8217;è niente di più inquietante di un bambino con la pistola&#8221;.
E come è inquietante l&#8217;immagine, così è inquietante il libro.   
Ammetto di averlo cominciato un po&#8217; prevenuta. Sembrava il solito libro sui grandi mali del mondo scritto da qualcuno che ne ha letto solo sui libri. Di solito a questo tipo di storie preferisco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tantestorie.wordpress.com&blog=3192194&post=75&subd=tantestorie&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>&#8220;Non c&#8217;è niente di più inquietante di un bambino con la pistola&#8221;.</em></p>
<p>E come è inquietante l&#8217;immagine, così è inquietante il libro.   <span id="more-75"></span></p>
<p>Ammetto di averlo cominciato un po&#8217; prevenuta. Sembrava il solito libro sui grandi mali del mondo scritto da qualcuno che ne ha letto solo sui libri. Di solito a questo tipo di storie preferisco un sano reportage. Ma devo ammettere di essere rimasta shockata.</p>
<p>La storia si svolge in Colombia e racconta dei bambini assoldati come sicari perché non perseguibili dalla legge. Il libro inizia in medias res, con Sonny, detto Shorty, chiuso nel taxi che lo porterà sul luogo dell&#8217;omicidio che dovrà commettere. E subito c&#8217;è un brusco salto all&#8217;indietro, con un Sonny ragazzino vagabondo per le strade insieme al suo migliore amico Alberto. Tanto Sonny è piccolo per la sua età, tanto Alberto e grande e massiccio. I due sono inseparabili, due fratelli. Tirano avanti un po&#8217; in miseria un po&#8217; facendo del piccolo spaccio, finché un giorno Antonio uccide un uomo che voleva rapinare un commerciante. Il fatto viene notato e poco dopo Antonio comincia a cambiare abitudini, gira meno con Sonny, ha un sacco di soldi, ma soprattutto ha una pistola che lo rende terribile e rispettabile per tutti quelli che gli sono vicini, e gli consente di difendere coloro che ama. Tutti intuiscono la verità sulla provenienza dell&#8217;arma e sulle attività di Antonio, anche il lettore, ma nessuno ne parla, e tutta la situazione resta in un libro nebuloso di orrore non detto.<br />
Ma Antonio all&#8217;improvviso sparisce e Sonny intraprende dopo poco la sua stessa &#8220;professione&#8221; e diventa uomo per poter manetere sia la sua famiglia che quella di Alberto. Per un po&#8217; Sonny riesce a mantenere la speranza, per darsi almeno una motivazione al suo agire. Ma questa gli svanisce dalle mani pezzo a pezzo fino all&#8217;orrore finale.</p>
<p>Dire che è crudo è dire poco. Io sono senza dubbio impressionabile, fatico a vedere un pungo in un film comico&#8230; e all&#8217;ultima pagina di questo libro mi veniva da vomitare dall&#8217;orrore. Non perché il libro sia brutto, anzi, ma mi ha lasciato anche a caldo un seegno emotivo evidente e mi è piaciuto molto. Quando è troppo è troppo e il peggio è che queste cose succedono veramente. In effetti forse è stato questo particolare del libro ad avermi preso così fisicamente.</p>
<p>E&#8217; un libro che consiglio a tutti. Lo consiglio vivamente perché ogni tanto fa bene spalancare per bene gli occhi. Certo però che poi servirebbe una bella passeggiata in un parco o un libro comico di decompressione. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>&#8220;Conclusi che veniamo al mondo nello stesso modo con cui ce ne andiamo: strillando e scalciando e con pochissima possibilità di scelta.&#8221;</em></p>
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		<title>The Nightmare before Christmas di Tim Burton</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 13:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Albi illustrati]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[festività]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tim Burton]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli appassionati di Tim Burton non potranno non apprezzare questo albo illustrato, così come coloro che cercano una storia gradevole da leggere, anche ad alta voce, in occasione sia di Halloween che di Natale.  
La trama è quella nota del lungometraggio in stop motion dal medesimo titolo. Jake Skeletron è stanco di vivere nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tantestorie.wordpress.com&blog=3192194&post=74&subd=tantestorie&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Gli appassionati di Tim Burton non potranno non apprezzare questo albo illustrato, così come coloro che cercano una storia gradevole da leggere, anche ad alta voce, in occasione sia di Halloween che di Natale.  <span id="more-74"></span></p>
<p>La trama è quella nota del lungometraggio in stop motion dal medesimo titolo. Jake Skeletron è stanco di vivere nel paese di Haloween e di passare il suo tempo a far paura. Così, vagando disperato, scopre il paese di Natale e ne rimane affascinato, tanto da volersi sostiturire a Babbo Natale con effetti disastrosi. Entrano in scena le tematiche delle festività, della paura ma anche dell&#8217;identità, in modo appassionante e decisamente divertente. E&#8217; del tutto assente il motivo sentimentale che è invece presente nel film, ma non se ne sente la mancanza.</p>
<p>Il testo è in rima, e la traduzione è gradevole e scorrevole con solo un paio di intoppi. Le immagini sono davvero belle: molto più aspre di quelle del film ma decisamente molto comunicative. Un paio di disegni a ridosso delle due pagine sottolinano i momenti salienti.</p>
<p>L&#8217;ho letto a gruppi di bambini di età miste sia in atmosfera natalizia e di buoni sentimenti, sia a ridosso di Halloween e ho trovato che è una storia che riscuote sempre un gran successo.</p>
<p>Tim Burton, <em>The nightmare before Christmas</em>, Milano, R.C.S. Libri &amp; Grandi Opere, 1994.</p>
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		<title>TVUKDB: ti voglio un kasino di bene di Valentina F.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 14:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Di solito cerco di leggere anche cose di moda, anche quelle che non mi ispirano per niente. Lo faccio un po&#8217; come aggiornamento professionale, un po&#8217; per capire da che parte tira il vento. Mi sembra sempre troppo strano che una cosa che piace a tante persone non abbia nulla da dire.  Così a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=tantestorie.wordpress.com&blog=3192194&post=73&subd=tantestorie&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Di solito cerco di leggere anche cose di moda, anche quelle che non mi ispirano per niente. Lo faccio un po&#8217; come aggiornamento professionale, un po&#8217; per capire da che parte tira il vento. Mi sembra sempre troppo strano che una cosa che piace a tante persone non abbia nulla da dire.  Così a volte scopro anche cose interessanti. A volte scopro delle emerite ciofeche.  A volte riesco ad arrivare in fondo a queste ciofeche, a volte no. E TVUKDB appartiene a questa seconda categoria.  <span id="more-73"></span></p>
<p>Giuro, ce l&#8217;ho messa tutta: l&#8217;ho letto a lavoro tra un utente e un altro, l&#8217;ho persino portato a casa, me lo sono messo in borsa sperando che, in un momento di noia in attesa del treno, mi venisse l&#8217;estro di continuare; ma è stato tutto inutile. Mi sono vergognosamente arresa a pagina 30 o giù di lì. In realtà sono crollata alla descrizione dell&#8217;acquisto di un paio di scarpe.</p>
<p>Sia chiaro, non ho niente in contrario a libri che raccontano la quotidianità, ma leggere un dialogo in cui &#8220;sì porto il 37 di scarpe&#8221;, &#8220;lei il 38&#8243;, &#8220;porto le snickers&#8221;, &#8220;provo i tacchi alti&#8221; è stato al di sopra della mia capacità di sopportazione. La moda, la bellezza, le attività da rimorchio, non sono mai stati uno dei miei argomenti di conversazione perferiti, e dovermi sorbire un libro che fin dal risvolto di copertina si annuncia tutto così sarebbe stato improponibile, oltre che intollerabile.</p>
<p>Decisamente quel po&#8217; che ho letto rende con assoluta precisione l&#8217;ambiente delle ragazzine di oggi. Frequentandole è facile rendersene conto. Ma mi è sembrato un inizio talmente vuoto, stanco, privo di promesse e speranze che ho miseramente mollato. Per fortuna conosco quattordicenni che, pur amando il libro, sono ben lontane dallo stereotipo. Ma certo che se le adolescenti di oggi fossero tutte davvero come le protagoniste di quel libro, saremmo messi male.</p>
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