Tante Storie

Voce marcata come ‘famiglia’

La magica estate delle sorelle Penderwik

Luglio 14, 2008 · Lascia un Commento

Una riedizione di “Piccole donne” contemporanee, con protagoniste molto più giovani del romanzo della Alcott. Quattro sorelle che vivono sole con il padre (non con la madre stavolta) conoscono un giovane vicino di casa molto ricco e molto solo che vive con una madre musona e antipatica (non il nonno). Le sorelle e il ragazzo trascorrono insieme un’estate avventurosa e diventano grandi amici. Le quattro hanno i caratteri del tutto simili a quelli delle sorelle March, anche nello stesso ordine: la prima materna, la seconda maschiaccio, la terza artista, la quarta in questo caso ha solo quattro anni ma già ha intenzione di sposare il nuovo amico.
Il libro è carino, ma non ha la magia dell’originale, anche se, grazie alla scarsità di descrizioni e avendo dei dialoghi serrati e ritmati, è più accessibile al lettore contemporaneo.
Però personalmente, piuttosto che perdere tempo a leggere una copia di Piccole donne, rileggo più piacevolmente l’originale.

Migliorano la lettura le sempre belle illustrazioni di Grazia Nidasio.

Jeanne Birdsall, La magica estate delle sorelle Penderwik, Casale Monferrato, Piemme Junior, Il Battello a vapore serie arancio, 2007, 323 p.

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Fuori dal guscio di Jerry Spinelli

Maggio 21, 2008 · Lascia un Commento

Cosa avevano quei due? La ragazza di tredici anni e il ragazzino di nove. Cosa li teneva insieme? [...] Erano entrambi permalosi, pronti a strillare per un niente. Continuavano a punzecchiarsi… ma contemporaneamente lui magari le stava facendo le trecce, oppure lei gli stava preparando da mangiare. Metà delle volte se ne andavano da lì ringhiandosi addosso, ma il giorno dopo tornavano a bussare alla sua porta, insieme. (continua…)

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Morte malinconica del bambino Ostrica di Tim Burton

Aprile 14, 2008 · 1 Commento

Che Tim Burton fosse un poeta interessante avevo avuto modo di notarlo nel cortometraggio “Vincent”. Il senso delle parole senza il testo sotto non sono stata in grado di capirlo subito, ma ad in primo ascolto il suono mi sembrava molto bello. E se la poesia non ha un bel suono che poesia è? (continua…)

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Quattro amiche e un paio di jeans di Ann Brashares

Aprile 11, 2008 · Lascia un Commento

Spesso, durante l’adolescenza, l’amicizia serve anche a dare un senso al mondo, come la famiglia durante l’infanzia. E spesso le amicizie vengono vissute come una seconda famiglia, quella d’elezione. Secondo me è questa l’atmosfera che ricerea perfettamente questo libro. (continua…)

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La riparazione del nonno di Stefano Benni

Aprile 3, 2008 · Lascia un Commento

“Ai miei tempi, che non erano solo miei, ma di tante persone, non avevamo la televisione, ma avevamo il camino, e davanti al camino c’era un nonno acceso che raccontava.”


Così inizia questo esilarante racconto di Stefano Benni e illustrato da Spider, introducendo subito il lettore in un tempo antico ma condiviso, straniante e comune allo stesso modo. Un tempo in cui alla sera, come oggi e come sempre, ci si riuniva per ascoltare storie; oggi c’è la tv, o i dvd, una volta c’era il nonno. Ma anche quello era un servizio pubblico, completo di spot, telegiornali e previsioni del tempo! Il palinsesto era ampio, ricercato e variegato – a differenza di oggi mi verrebbe da dire ma va beh. Una sera drammatica però, il nonno, colpito da un fulmine, si rompe: i suoi circuiti narrativi vanno in tilt e urge al più presto una riparazione dagli esilaranti risvolti. (continua…)

Categorie: Albi illustrati · Fiabe e racconti · Libri
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Lola Rose di Jacqueline Wilson

Marzo 28, 2008 · Lascia un Commento

Jayini è una ragazzina con un padre violento e una madre estremamente attraente ma succube del marito, ed un fratello più piccolo che vorrebbe essere come suo padre. Un giorno sua madre vince al Gratta e Vinci e anche grazie a quei soldi la donna riesce a trovare il coraggio di fuggire e ricominciare una nuova vita. (continua…)

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Un ponte per Terabithia

Dicembre 21, 2007 · 1 Commento

Chissà perché, ho cominciato questo libro credendo si trattasse di un fantasy. :D Niente di più sbagliato. E’ la storia di un ragazzino, Jess Oliver Aarons Jr. che si allena per diventare il ragazzo più veloce di tutta la scuola. Peccato che, fin dalla prima gara venga battuto da una nuova compagna di scuola: Leslie Burke. Leslie è davvero particolare: è diversa da tutte le ragazze che conosce Jess, comprese le sue sorelle e le sue compagne di scuola. Veste diversamente, fa cose che le altre ragazze non fanno, sembra che non abbia mai paura di niente, ma soprattutto sa fantasticare come nessun’altro. E’ a Leslie che viene in mente di creare un mondo fantastico, in un luogo nascosto del bosco a cui si accede saltando un ruscello appesi a una corda attaccata a un albero. Questo mondo si chiama Terabithia ed è il luogo di rifugio ideale. Jess e Leslie ne sono i re e la regina. Solo andando periodicamente a Terabithia riescono a sopportare la piattezza della vita quotidiana. Jess sa di non aver min piena per andare a Terabithia diventa sempre più rischioso.

Libro molto coraggioso, sopratto nel finale che per me è risultato assolutamente inaspettato. Molto drammatico e inusuale. Parlare di morte ai bambini è sempre difficile: parlare di morte dei bambini ai bambini è ancora più difficile, ma credo che Katherine Paterson ci riesca alla perfezione. Rende perfettamente l’idea di quanto sia difficile prendere coscienza della morte di una persona cara.
Unica pecca del libro: mi sono spesso impuntanta per non capire dove si voleva andare a parare. Si parla molto di quotidianità a scuola e in famiglia, di compagni di scuola bulli e bulle, di rapporti con fratelli, genitori e animali. Tutto molto interessante, ma non riuscivo a capire dove fosse il punto della storia. Per fortuna, sia pure a fatica sono arrivata al capitolo 10 e allora ho capito. Davvero molto triste ma ne è valsa la pena.

***

A Jess non era mai balenato per la mente che i genitori dovessereo essere compresi. Era come dire che la cassaforte di Millsburg fosse lì apposta perché lui la scassinasse. I genitori erano quel che erano: non toccava certo ai figli cercare di decifrarli. C’era qualcosa di strano nel desiderio di un uomo adulto di essere amcio della sua stessa figlia. Avrebbe dovuto avere amici della sua età, e lasciare che sua figlia si scegliesse i propri.

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